Contrada Gallina è l’ultima propaggine verso nord del territorio comunale di Avola, separato da quello di Siracusa dal fiume Cassibile, nella parte che giunge fino al mare. Ed è lungo questa linea di confine che si estendeva l’azienda agricola che fu del Cavaliere Vinci, noto proprietario terriero avolese, dalle pendici della montagna di Cavagrande, con i suoi mulini ad acqua e le cave incise dal fiume, che i greci chiamarono Kakyparis , sino alla foce dove nel 413 a.C. il generale ateniese Demostene si arrese con i suoi seimila soldati ai Siracusani. Parte di quella azienda agricola fu concessa in dote dal cavaliere Vinci alla figlia che andò in sposa all’ingegnere siracusano Giuseppe Conigliaro, i cui discendenti sono gli attuali proprietari di una ulteriore porzione di quell’antico feudo borghese, oggi ridotto a circa 55 ettari e limitati a est dal mare, a ovest dalla strada statale 115, a sud dalle prime case prospicienti la spiaggia di Sabbiadoro e a nord dalla proprietà del marchese Loffredo- Gutkowski, la ben nota Spiaggia della Marchesa o del Gelsomineto L’ingegnere Conigliaro migliorò quella parte del fondo, la più vicina al mare, edificando nel 1920 l’attuale Masseria che oggi ospita l’Agriturismo ed insediando una piccola comunità rurale, sopravvissuta quasi sino ai nostri giorni e dedita alla coltivazione delle mandorla pizzuta e a tutte le altre attività proprie della antica masseria siciliana. Il mandorleto fu estirpato negli anni 50 del secolo scorso, ma parte di quelle altre attività sono ancora ben visibili con la porcilaia, il pollaio (oggi locale tecnico), le stalle (quella per i bovini ospita la reception, mentre quelle per i cavalli è diventata una camera per gli ospiti), i magazzini per le mandorle (l’attuale ristorante) e la corte pavimentata con antiche ceramiche, che fungeva da dimora delle mandorle appena raccolte, nell’attesa che il sole le staccasse dal mallo per poi essere stipate negli ampi locali dalle alte finestre.
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