A pochi chilometri dall'Agriturismo si trova Siracusa.
Perdersi per i vicoli di Ortigia, per ritrovarsi nell’abbraccio di una nobiltà architettonica decaduta, maleodorante e lusingatrice. I recenti ma non definitivi restauri hanno ridestato l’aura mitica del sapiente utilizzo della pietra bianca, dei suoi spazi e interstizi che svelano il tardo barocco post terremoto. Siracusa è la meta privilegiata del sud-est siciliano, capitale morale e un tempo anche politica della Val di Noto.
La città aretusea, nella sua parte insulare si concede con il caloroso abbraccio di una variopinta popolazione residente: studenti, vecchi pescatori, bottegai e puttane. Nella penisola, la parte nuova e seminuova della città, la Siracusa della classicità, con il suo teatro greco, l’anfiteatro romano, l’ara di Ierone, l’orecchio di Dionisio e le catacombe di San Giovanni. Maggio e giugno sono i mesi delle tragedie, rappresentate nella naturale cornice del teatro greco e che ogni anno richiamano in città molti spettatori.
Negli altri mesi, la città si riprende la quiete che la millenaria vecchiaia dei suoi abitanti si è conquistata, il lungo sonno il cui risveglio è piacevolmente rimandato sine die. E nessuno è capace di interrompere questo sonno, neppure gli affascinati visitatori che nelle torride giornate estive si arrampicano per i vicoli di Ortigia, tra gli indifferenti sguardi degli indigeni, le espressioni di stucco dei mascheroni di palazzo Impellizzeri e le più impertinenti boccacce derisorie di una Gorgone millenaria.
